Ryanair ritardo di 3 ore: come si conta davvero la soglia
In breve: le tre ore che aprono il diritto alla compensazione pecuniaria si contano all'arrivo alla destinazione finale, non alla partenza, e il momento rilevante è l'apertura di almeno una porta dell'aeromobile, non il contatto delle ruote sulla pista. La soglia nasce da Sturgeon (C-402/07), confermata da Nelson (C-581/10); l'orario di arrivo è definito da Germanwings (C-452/13). Raggiunta la soglia l'importo è fisso: 250 euro fino a 1.500 km, 400 euro sulle tratte intra-UE oltre 1.500 km e su tutte le altre fra 1.500 e 3.500 km, 600 euro oltre 3.500 km; sulla rete Ryanair in Italia domina la fascia dei 250 euro. Un volo partito da Bergamo con tre ore di ritardo ma sbarcato a Palermo con due ore e quaranta non dà diritto alla compensazione, pur restando dovuta l'assistenza a terra; quaranta minuti di ritardo che ti fanno perdere la coincidenza su un'unica prenotazione possono invece valere l'intero importo. Le soglie dell'assistenza (2, 3 o 4 ore) e quelle della riduzione del 50% sono numeri diversi.
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Da dove nasce la soglia delle tre ore
Nel Regolamento (CE) 261/2004 il ritardo compare all'articolo 6, che vi collega solo l'assistenza e, oltre le cinque ore, il rimborso: la compensazione pecuniaria dell'articolo 7 è scritta per negato imbarco e cancellazione. Il ponte lo ha costruito la Corte di giustizia con Sturgeon (C-402/07, 2009): chi arriva alla destinazione finale con tre ore o più di ritardo subisce una perdita di tempo equivalente a quella di chi ha subito una cancellazione, e va trattato allo stesso modo. Nelson (C-581/10), nel 2012, ha consolidato il principio.
Ryanair, vettore comunitario con licenza irlandese, rientra nel regolamento sia in partenza dall'Italia sia in arrivo da un paese terzo. La soglia è unica, tre ore, qualunque sia la distanza; cambia solo l'importo.
| Distanza (misurata in ortodromica) | Compensazione |
|---|---|
| fino a 1.500 km | 250 euro |
| oltre 1.500 km all'interno dell'UE, e tutte le altre tratte fra 1.500 e 3.500 km | 400 euro |
| oltre 3.500 km | 600 euro |
Dalle basi italiane i 600 euro in pratica non si presentano: l'articolo 7(1)(b) ferma a 400 euro tutte le tratte intra-UE oltre 1.500 km, senza limite di distanza, e Ryanair dall'Italia non opera collegamenti extra-UE oltre 3.500 km. Le Canarie, che sembrano il candidato naturale, sono territorio dell'Unione e restano a 400 euro. Il criterio è nella guida su quanto spetta: 250, 400 o 600 euro.
L'arrivo è l'apertura della porta, non l'atterraggio
Lo ha deciso Germanwings (C-452/13): l'orario di arrivo è il momento in cui viene aperta almeno una porta dell'aeromobile e i passeggeri possono scendere. La Corte ha escluso sia il contatto delle ruote sulla pista sia l'arrivo alla piazzola, perché fino a quel momento i passeggeri restano confinati e non possono riprendere le proprie attività.
| Momento | Che cosa indica | Rileva per la soglia |
|---|---|---|
| Touchdown | contatto delle ruote sulla pista; l'orario "atterrato" dei tracker | No |
| Arrivo ai blocchi | l'aeromobile si ferma in piazzola; spesso l'orario usato dal vettore | No |
| Apertura della porta | almeno una porta è aperta e puoi scendere | Sì (Germanwings, C-452/13) |
Lo scarto è spesso di pochi minuti, ma non sempre: un rullaggio lungo a Fiumicino o Malpensa, una piazzola remota, l'attesa della scaletta possono aggiungere dieci o quindici minuti all'orario dei tracker. In un caso al limite quei minuti sono la controversia.
Il ritardo alla partenza quasi non conta: due esempi opposti
Ritardo recuperato in volo. Ipotizza un Bergamo Orio al Serio–Palermo che parte con due ore e cinquanta di ritardo e apre le porte con due ore e venti: nessuna compensazione, perché la soglia si misura all'arrivo. L'assistenza, però, era dovuta a terra: sotto i 1.500 km pasti, bevande e due comunicazioni gratuite scattano dopo due ore di attesa. Oltre le cinque ore di ritardo alla partenza avresti potuto rinunciare al viaggio e ottenere il rimborso entro sette giorni.
Coincidenza persa per poco. Ipotizza ora un Catania–Bergamo–Dublino su un'unica prenotazione: il primo volo parte con trentacinque minuti di ritardo, perdi il collegamento, vieni riprotetto più tardi e sbarchi a Dublino con quattro ore e venti. La compensazione è dovuta per intero, benché il ritardo iniziale fosse trascurabile: Folkerts (C-11/11) ha stabilito che su prenotazione unica il ritardo si misura alla destinazione finale.
Prenotazione unica, scalo e destinazione finale
Conta il titolo di viaggio, non quale volo abbia accumulato il ritardo.
- Una sola prenotazione: la destinazione finale è l'ultimo aeroporto del titolo di viaggio, il ritardo si misura lì e la distanza per l'importo si calcola fra primo aeroporto di partenza e destinazione finale, ignorando lo scalo: nell'esempio Catania–Dublino, oltre 1.500 km all'interno dell'UE, quindi 400 euro.
- Due prenotazioni separate: ogni volo si valuta da solo. Se il primo arriva con un'ora di ritardo e ti fa perdere il secondo, nessuno dei due supera la soglia e non è dovuta compensazione.
Casi al limite: che cosa fare tra 2h40 e 3h20
In questa fascia la pratica si decide sui minuti: raccogli le prove a bordo o appena sbarcato.
- Conserva conferma di prenotazione e carta d'imbarco: contengono l'orario di arrivo previsto.
- Fotografa l'apertura della porta o l'orologio del terminal appena sceso, e prendi i contatti di chi viaggiava con te: la dichiarazione di un altro passeggero è utilizzabile.
- Salva SMS, notifiche ed email del vettore: fissano la sua versione prima della contestazione.
- Annota quanto passa tra l'arresto in piazzola e l'apertura della porta, soprattutto se hai atteso la scaletta.
- I servizi di tracciamento indicano touchdown o blocchi: sono un limite inferiore, non l'orario rilevante.
Come contestare l'orario indicato dal vettore
Nel reclamo scritto chiedi su quale orario si fonda il calcolo e quale evento è stato registrato. Se la risposta indica l'atterraggio o i blocchi hai un argomento diretto: Germanwings impone di guardare all'apertura della porta, e lo scarto fra i due dati può coprire i minuti che ti mancano. Cita la sentenza, allega le prove, indica importo e coordinate bancarie: la compensazione si paga in denaro e i buoni di viaggio richiedono un tuo accordo firmato (art. 7(3)).
Se la compagnia rifiuta o non risponde in tempi ragionevoli, puoi segnalare il caso a ENAC, organismo nazionale di applicazione per l'Italia; per incassare la somma la strada è il Giudice di Pace.
Muoviti subito: in Italia il termine è breve e conteso, nelle letture più restrittive sei mesi o un anno, e contare sui due anni della Convenzione di Montreal è il modo più semplice per arrivare tardi. Il quadro delle norme è nella guida su prescrizione e termini.
Le altre soglie che non vanno confuse
| Soglia | Dove si misura | Che cosa attiva |
|---|---|---|
| 2 ore (fino a 1.500 km) | partenza | assistenza: pasti, bevande, due comunicazioni gratuite |
| 3 ore (1.500–3.500 km) | partenza | assistenza |
| 4 ore (oltre 3.500 km) | partenza | assistenza |
| 3 ore | arrivo alla destinazione finale | compensazione di 250, 400 o 600 euro |
| 5 ore | partenza | rinuncia al viaggio e rimborso entro sette giorni (art. 8(1)(a)), più volo di ritorno al punto di partenza iniziale ove pertinente |
La riduzione del 50% dell'art. 7(2) ha soglie proprie: se il vettore offre una riprotezione, la compensazione può essere dimezzata quando l'arrivo resta entro due ore rispetto all'orario previsto fino a 1.500 km, tre ore fra 1.500 e 3.500 km, quattro ore oltre 3.500 km.
Soglia raggiunta: quando la compensazione può non spettare
L'art. 5(3) esonera il vettore solo se prova due cose insieme: l'eccezionalità dell'evento e la sua inevitabilità con tutte le misure ragionevoli. Non sono eccezionali i guasti tecnici insiti nel normale esercizio (Wallentin-Hermann, C-549/07), la rottura prematura e imprevista di un componente (van der Lans, C-257/14), lo sciopero del personale del vettore stesso (Airhelp, C-28/20) e le carenze di equipaggio. Lo sono di regola maltempo severo, chiusure dello spazio aereo, restrizioni del controllo del traffico aereo, impatto con volatili (Pešková, C-315/15) e scioperi di terzi come controllori di volo e handler. L'assistenza dell'art. 9 sopravvive comunque, senza tetto economico né limiti di tempo (McDonagh, C-12/11).
In Italia lo sciopero merita un passaggio in più. Il trasporto aereo rientra fra i servizi pubblici essenziali della legge 146/1990 e rileva la delibera n. 14/387 del 13 ottobre 2014 della Commissione di garanzia: nelle fasce 07:00–10:00 e 18:00–21:00, come sui collegamenti con le isole, i voli devono essere assicurati, e prima di ogni sciopero ENAC pubblica l'elenco dei voli garantiti. Se il tuo volo rientrava in una fascia o figurava in quell'elenco e non è partito, la posizione del vettore è molto più debole.
Domande frequenti
Il volo è atterrato con due ore e cinquantacinque di ritardo: devo lasciar perdere?
No. L'orario di atterraggio non è l'orario di arrivo: se dopo il touchdown ci sono stati rullaggio, sosta in piazzola e attesa prima dell'apertura della porta, il ritardo rilevante può avere superato le tre ore. Verifica quando sei potuto scendere e costruisci il reclamo su quel dato.
La compagnia dice due ore e cinquanta, ma io sono sceso più tardi. Che cosa faccio?
Chiedi per iscritto quale orario è stato usato. Se è l'atterraggio o i blocchi, contesta richiamando Germanwings (C-452/13) e allega le prove sull'apertura della porta. Se il rifiuto resta, puoi rivolgerti a ENAC e al Giudice di Pace.
Sono partito con quattro ore di ritardo ma arrivato quasi in orario: mi spetta qualcosa?
Non la compensazione pecuniaria, perché il ritardo all'arrivo è sotto le tre ore. Ti spettava però l'assistenza: pasti, bevande, due comunicazioni gratuite e, se fosse servito un pernottamento, albergo e trasferimenti. Quanto hai anticipato puoi chiederlo a rimborso con le ricevute.
Ho perso la coincidenza per pochi minuti: da dove parte il conteggio?
Dalla destinazione finale, se le tratte sono su un'unica prenotazione (Folkerts, C-11/11): conta il ritardo all'ultimo aeroporto del titolo di viaggio, non quello del primo volo. Con due biglietti separati ogni volo si valuta da solo e la coincidenza persa di norma non è coperta.
Quanto tempo ho per chiedere la compensazione?
Poco, e con incertezza reale. Le letture più restrittive parlano di sei mesi (art. 418 del Codice della Navigazione) o di un anno (art. 2951 del Codice civile), la giurisprudenza è divisa e i due anni della Convenzione di Montreal riguardano le azioni risarcitorie. Presenta il reclamo appena rientri.
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Fonti
- Regolamento (CE) 261/2004, EUR-Lex: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32004R0261
- ENAC, diritti dei passeggeri: https://www.enac.gov.it/passeggeri/diritti-dei-passeggeri
- ENAC, scioperi nel trasporto aereo e prestazioni minime garantite: https://www.enac.gov.it/trasporto-aereo/diritto-alla-mobilita/scioperi-nel-trasporto-aereo/prestazioni-minime-garantite/
- Commissione europea, diritti dei passeggeri del trasporto aereo: https://transport.ec.europa.eu/transport-themes/passenger-rights/air_en
- Codice civile, art. 2951 (prescrizione in materia di trasporto): https://www.gazzettaufficiale.it/
Questa guida riflette la situazione normativa al 2026 ed è informazione generale, non consulenza legale; la riforma del Regolamento 261/2004 annunciata per il 2026 è una proposta e non è in vigore.