Ryanair: il PIR e i termini di 7 e 21 giorni per il bagaglio
In breve: una pratica bagaglio si decide su due cose, il documento che ottieni in aeroporto e il termine che rispetti dopo. Il Property Irregularity Report va aperto al banco assistenza bagagli prima di lasciare l'area riconsegna: una volta uscito, collegare il danno a quel volo diventa difficile. Poi contano tre scadenze della Convenzione di Montreal: sette giorni dalla riconsegna per il reclamo scritto sul bagaglio danneggiato, ventuno giorni per la consegna tardiva, due anni dalla data di arrivo per andare davanti a un giudice. I primi due sono termini di reclamo, il terzo è decadenza e non si comporta come una prescrizione ordinaria. Il tetto di responsabilità è di circa 1.519 DSP per passeggero dalla revisione ICAO in vigore dal 28 dicembre 2024, all'incirca 1.850 euro secondo il cambio del giorno, ma è un massimale sul danno provato, non una somma che arriva da sola. Una protesta verbale allo sportello non sostituisce il reclamo scritto, e le cifre da 250, 400 e 600 euro del Regolamento (CE) 261/2004 con il bagaglio non c'entrano.
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Che cos'è il PIR e perché si apre prima di uscire
Il Property Irregularity Report è il verbale con cui lo scalo di arrivo registra un'irregolarità sul bagaglio consegnato: non arrivato, rotto, aperto o privo di contenuto. Lo compila l'ufficio assistenza bagagli in area riconsegna, che nei nostri aeroporti è quasi sempre gestito da una società di handling per conto del vettore, e ti lascia un numero di riferimento che identificherà la pratica.
Il suo valore non è formale ma probatorio. Fissa tre elementi mentre nessuno può ancora contestarli: che il bagaglio era stato affidato al vettore, che al nastro non è arrivato o è arrivato in quelle condizioni, e in quale data te ne sei accorto. Sono i fatti che la compagnia metterà in discussione mesi dopo.
Ecco perché il momento pesa più del contenuto: fuori dal varco doganale diventa sostenibile l'obiezione che la valigia si sia rovinata in taxi. Prima di uscire aprila e controllala, perché il contenuto mancante si scopre solo alzando il coperchio.
Se il banco era chiuso o ti hanno fatto uscire
È la situazione che manda in crisi più pratiche di ogni altra: ultimo volo della sera, ufficio bagagli sbarrato, personale che rimanda a un numero da chiamare l'indomani.
Il punto fermo è che la Convenzione non impone il PIR. L'articolo 31 richiede un reclamo scritto entro i termini, e il verbale d'aeroporto è il modo più solido per soddisfarlo, non l'unico ammesso. Se non hai potuto ottenerlo devi ricostruire da solo ciò che avrebbe documentato.
Agisci nelle stesse ore. Fotografa lo sportello chiuso inquadrando l'orologio o il tabellone, conserva la ricevuta del parcheggio o del bus notturno che colloca la tua uscita, chiedi al personale presente il nome della società di handling. Poi invia in giornata un reclamo attraverso i canali ufficiali del vettore, spiegando che il banco era chiuso e chiedendo l'apertura della pratica.
Sette giorni, ventuno giorni, due anni
I termini sono tre e partono da momenti diversi.
| Adempimento | Termine | Decorre da | Effetto del superamento |
|---|---|---|---|
| Apertura del PIR | prima di lasciare l'area riconsegna | arrivo del volo | non è un termine di legge, ma perdi la prova migliore |
| Reclamo scritto per bagaglio danneggiato | 7 giorni | riconsegna del bagaglio | l'azione non è più proponibile, salvo dolo |
| Reclamo scritto per bagaglio consegnato in ritardo | 21 giorni | riconsegna del bagaglio | l'azione non è più proponibile, salvo dolo |
| Azione davanti al giudice | 2 anni | data di arrivo a destinazione | il diritto si estingue: è decadenza |
Due dettagli decidono molte pratiche. I sette e i ventuno giorni si contano dalla riconsegna, non dall'atterraggio: se la valigia arriva a casa il quinto giorno, per il danno hai tempo fino al dodicesimo. E un bagaglio mai comparso non ha una riconsegna: quando non arriva entro ventuno giorni dalla data in cui avrebbe dovuto esserti consegnato può considerarsi perduto, e la pratica si sposta sul terreno della guida su bagaglio smarrito e consegnato in ritardo. Preventivi di riparazione e dichiarazione speciale di interesse sono invece materia della guida sul bagaglio danneggiato.
I due anni sono decadenza, non prescrizione
È la distinzione che costa di più, perché induce a temporeggiare. L'articolo 35 fissa due anni dalla data di arrivo dell'aeromobile, da quella in cui avrebbe dovuto arrivare o da quella in cui il trasporto si è interrotto, e funziona come decadenza: allo scadere il diritto di agire si estingue, e i solleciti o gli scambi con l'assistenza clienti non lo interrompono come una diffida su un credito ordinario. Una trattativa lunga, quindi, non ti protegge. Diverso è il discorso sui termini brevi del diritto interno, area controversa che riguarda la compensazione pecuniaria e che trovi nella guida su prescrizione e termini di reclamo.
Che cosa significa "per iscritto"
L'articolo 31 chiede un reclamo formulato per iscritto e consegnato o spedito entro il termine. Una lamentela allo sportello, una telefonata o un messaggio sui social non soddisfano quel requisito e non lasciano una traccia databile. Scritto significa poter dimostrare tre cose: contenuto, destinatario e data di invio. Il modulo sul sito del vettore va bene se conservi la conferma con numero di pratica e data, una email se hai il messaggio in uscita; raccomandata e PEC restano i più difficili da contestare.
Un passaggio che quasi nessuno considera: il PIR e il reclamo non coincidono. Il verbale registra un fatto, il reclamo chiede l'adempimento e quantifica una pretesa. È prudente quindi inviare comunque, entro i sette o ventuno giorni, una comunicazione autonoma che richiami il numero di PIR, descriva il danno e formuli la richiesta ai sensi della Convenzione di Montreal.
Coincidenze e biglietti separati: dove si spezza la custodia
La domanda decisiva è chi avesse il bagaglio nel momento del disservizio, e la risposta dipende dal titolo di viaggio. Con un'unica prenotazione e la valigia etichettata fino alla destinazione finale la custodia non si interrompe, e il PIR si apre allo scalo finale, dove il bagaglio avrebbe dovuto esserti riconsegnato. Con biglietti separati ogni contratto è autonomo: allo scalo intermedio ritiri la valigia, esci e la riconsegni al banco accettazione del volo successivo. In quell'istante la prima tratta si è conclusa con una riconsegna regolare e la responsabilità si azzera.
Se la valigia arriva danneggiata allo scalo intermedio il verbale va quindi aperto lì, prima di rimetterla in accettazione, perché dopo il secondo check-in nessuno potrà più stabilire quale vettore l'abbia rotta. E se non compare in tempo per il volo successivo, i ventuno giorni decorrono comunque dalla riconsegna effettiva, non dalla partenza persa. Sul destino del viaggio quando la coincidenza salta rimando alla guida sulla coincidenza persa.
Il fascicolo di prove
Il risarcimento non è forfettario: l'articolo 19 rende il vettore responsabile del danno da ritardo salvo che provi di aver adottato tutte le misure ragionevoli, ma resta al passeggero dimostrare che cosa ha perso. Il tetto di circa 1.519 DSP è il limite massimo, non il punto di partenza, e l'articolo 22 permette di innalzarlo solo con una dichiarazione speciale di interesse alla consegna resa alla registrazione, pagando un supplemento.
Raccogli, in quest'ordine:
- copia del PIR con numero di riferimento, o la prova documentata del perché non è stato possibile ottenerlo;
- carta d'imbarco, prenotazione e ricevuta di accettazione del bagaglio, con peso e codice dell'etichetta;
- fotografie datate della valigia e del contenuto, scattate prima di qualsiasi riparazione;
- preventivo firmato da un riparatore o dichiarazione di non riparabilità;
- scontrini degli acquisti di prima necessità e prova d'acquisto degli oggetti mancanti;
- l'intero scambio scritto con il vettore, con date e numeri di pratica.
Le ricevute devono essere intestate e le spese proporzionate all'attesa: vale il danno effettivo, e un elenco senza giustificativi non regge.
Dove si fa causa: l'articolo 33 e il luogo di destinazione
Se il reclamo resta senza esito, la scelta del giudice non è libera ma nemmeno vincolata a un foro solo: l'articolo 33 offre all'attore quattro alternative.
| Foro previsto dall'art. 33 | Che cosa significa in concreto |
|---|---|
| Domicilio del vettore | per Ryanair l'Irlanda, che ne ha rilasciato la licenza |
| Sede principale dell'attività | ancora l'Irlanda |
| Luogo dell'impresa che ha concluso il contratto | la struttura attraverso cui il trasporto è stato stipulato |
| Luogo di destinazione | l'aeroporto di arrivo, che per un rientro è italiano |
È l'ultima voce a rendere la norma utile a chi vive qui: se il trasporto aveva come destinazione un aeroporto italiano puoi agire in Italia, senza inseguire il vettore nel suo Paese, e per importi contenuti la sede naturale è il Giudice di Pace. Attenzione infine: se lo stesso viaggio produce sia un problema di bagaglio sia un ritardo, hai due pretese distinte, con prove e termini diversi, da tenere separate nel reclamo.
Domande frequenti
Ho scoperto il danno solo a casa: sono ancora in tempo?
Sì, se agisci entro sette giorni dalla riconsegna: il termine decorre dal ritiro della valigia, non da quando hai aperto la cerniera. Fotografa subito il danno senza toccare nulla e scrivi immediatamente, perché più tardi arriva il reclamo più diventa sostenibile l'obiezione che il danno sia successivo al volo.
Il PIR è obbligatorio per ottenere il risarcimento?
Non è imposto dalla Convenzione, che all'articolo 31 richiede un reclamo scritto nei termini. È però la prova più forte disponibile, e senza il vettore contesta quasi sempre il nesso fra il danno e il volo. Se non hai potuto ottenerlo, documenta il motivo in giornata.
Il bagaglio non è mai arrivato: da quando contano i ventuno giorni?
Da una riconsegna che in quel caso non esiste. Un bagaglio che non compare entro ventuno giorni dalla data in cui avrebbe dovuto esserti consegnato può considerarsi perduto, e la richiesta cambia oggetto: non più danno da ritardo, ma perdita del bagaglio.
Mi offrono una somma forfettaria molto bassa: devo accettarla?
Solo se copre il danno che puoi provare. Il limite di circa 1.519 DSP, all'incirca 1.850 euro al cambio del momento, è un massimale e non un importo automatico, ma nemmeno una proposta di poche decine di euro è vincolante. Rispondi con il conteggio documentato voce per voce.
Sono passati diciotto mesi e la pratica è ferma: che cosa rischio?
Rischi la decadenza dei due anni dell'articolo 35, che si conta dalla data di arrivo e non si allunga perché la corrispondenza è ancora aperta. Fissa una scadenza personale qualche mese prima e, se non sei stato pagato, valuta il deposito dell'atto.
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Fonti
- Convenzione di Montreal 1999 (ICAO): https://www.icao.int/secretariat/legal/List%20of%20Parties/Mtl99_EN.pdf
- Regolamento (CE) 261/2004, EUR-Lex: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32004R0261
- ENAC, diritti dei passeggeri: https://www.enac.gov.it/passeggeri/diritti-dei-passeggeri
- Commissione europea, diritti dei passeggeri del trasporto aereo: https://transport.ec.europa.eu/transport-themes/passenger-rights/air_en
- Codice civile, art. 2951: https://www.gazzettaufficiale.it/
Questa guida riflette la situazione normativa al 2026 ed è informazione generale, non consulenza legale; la riforma del Regolamento 261/2004 annunciata per il 2026 è una proposta e non è in vigore.